6.3. Aggiornamenti: 6 - (4 settembre 2007) 

  Liste a scorrimento: titolo proprio e indicizzazione contenuto dei sottocampi a c d i

la mattina del 4 settembre vi avevamo scritto:
-
In questo momento viene sempre indicizzato automaticamente anche a sé, ci stiamo occupando dell'anomalia

e più sotto riguardo al 510:
- "Il 510 da un 200$d è creato in automatico quando il catalogatore seleziona: Edita | Aggiusta record "423 Da più 200$a fa 423 e da 200$d fa 510", fix attiva dall'estate del 2005 e illustrata durante il corso di passaggio dalla 14 alla 16 (stiamo anche lavorando ad una miglioria in merito)".

Esito dell'intervento:

Voci/entrate a parti del titolo (200) nell'indice a scorrimento e sottocampi ripetibili

  1. quando manca titolo proprio e vi sono più titoli del medesimo o di diverso autore (ISBD(G) 2004, 1.6, ISBD(M) 2002 1.1.4.2.1; ISBD Consolidated 2006 (draft) 1.1.5.2.1; UNIMARC/B Upd. 5, 200 $a $c );
  2. quando vi sono uno o più titoli paralleli (ISBD(M) 2002 1.3.4.2-3; ISBD Consolidated 2006 (draft) 1.3.1; UNIMARC/B Upd. 5, 200 $d);
  3. quando il titolo proprio comprende un titolo dipendente (ISBD(G) 2004 1.1; ISBD(M) 2002 1.1.2.8; ISBD Consolidated 2006 (draft) 1.1.5.3)UNIMARC/B Upd. 5, 200 $i
  • il nostro sistema Aleph crea in automatico voci per l'indice a scorrimento per tutti questi sottocampi (lo fa già per gli indici per parola): ossia indicizza automaticamente i sottocampi UNIMARC/B dell'area 1 ISBD suscettibili di contenere titoli (a c d i) presentandoli come voci a scorrimento
  • non visualizza di seguito al titolo proprio nell'indice a scorrimento i sottocampi $b (GMD), $e (complementi del titolo), $f (formulazione di responsabilità), $h (designazione della parte/sezione), e nemmeno ulteriori $a, né $c$d$i appunto indicizzati a parte
  • l'indice a scorrimento dei titoli è a regime molto più compatto che in precedenza, esso è -in analogia con quello degli autori etc.- un indice degli accessi per titolo piuttosto che un indice dell'area del titolo delle singole pubblicazioni,  ed è la visualizzazione breve a mostrare l'area del titolo delle pubblicazioni per intero
  • i titoli di serie con TAG 225 finiscono per un verso nell'archivio dei titoli con il trattamento esemplificato, ma sono sempre visibili nell'indice proprio delle serie completi, come titoli delle pubblicazioni, come in precedenza
  • la procedura vale per utti i record che vengono salvati e ri-salvati e per tutti in assoluto a partire dalla prossima reindicizzazione globale, fino ad allora naturalmente l'esito di visualizzazione non è omogeneo
  • i catalogatori non devono fare nulla, né preoccuparsi ora o dopo per correzioni del titolo e successivi salvataggi del record: il sistema si fa carico di tutto senza ridondanze. Soprattutto nessuno deve credere di dovere ora correggere dei titoli
  • si riduce il lavoro, si creano più accessi titolo, se ne creano di meno a mano, si alleggeriscono i record e gli interventi anche per eventuali correzioni, perché il titolo rimane uno solo.
    Ossia: non è più necessario in questi casi creare le intestazioni aggiuntive per i titoli dentro il gruppo 4xx o 51x, né a mano, né in automatico tramite lo Edita | Aggiusta record "423 Da più 200$a fa 423 e da 200$d fa 510" (attiva dall'estate del 2005 e che ora disattiveremo) né correggere gli accessi se si cambia il titolo in 200
  • rimane la libertà di creare intestazioni in 4xx e 5xx per altri casi: titoli in nota, titoli alternativi, titoli uniformi, titoli su altre parti etc.

[N.B. La procedura dell'Aggiusta record 

  1. -doveva comunque essere intenzionale da parte del catalogatore,
  2. -rischiava di essere omessa dal catalogatore,
  3. -se fatta più volte creava doppioni delle intestazioni, 
  4. -valeva solo per $a e $d, ma non per $c, $i
  5. -poteva non lavorare sempre bene se c'erano contemporaneamente più $a e più $c
  6. -creava titoli fisici distinti e potenzialmente diversi se dopo si correggeva il titolo matrice.]

 

  Dati di copia: 'Statistica' cfr. e-mail del 31 agosto 2007. Si pensa di proporne un uso sistematico -per chi vorrà servirsene- dimodoché sia possibile, anche facilmente, da sé, estrarre i dati, disporre di banali statistiche, prelevare sottoinsiemi di dati.

  • l'assetto del campo è ora il seguente: cfr. in Record di Copia 2 Info generali: Statistiche indica la provenienza del documento a fini inventariali.
  • I dati di copia relativi a: biblioteca, fondo, materiale, stato di prestabilità (es. 01, 02), stato di processo, statistiche sono ora indicizzati nell'indice WCS.
  • Impostando ricerche CCL con l'uso di operatori booleani e parentesi si possono estrarre dati su biblioteche ed opere non prestabili, su biblioteche e opere in scambio o in omaggio, sui tipi di materiali etc.: ci vogliono dati e intenzioni e "fantasia": per fare l'intingolo di lepre ci vuole la lepre (ma non basta).
    "wcs=buc and (wcs=om do sc)" estrarrà le pubblicazioni della ex-Biblioteca centrale pervenute in omaggio donazione o scambio
  • Non è richiesto nessun intervento da parte dei catalogatori: nemmeno a quanti avevano immesso dati nel campo (ci occuperemo noi della bonifica)
  • Dovremo fare reindicizzazione globale per aggiornare tutto l'archivio, la modifica è già funzionante invece per record nuovi o risalvati

  Nuovo Host Z39.50 anche per catalogazione derivata: Polo SBN di Padova ora Aleph (oltre un milione e mezzo di dati); già disponibile via OPAC web
(Di norma è lo stesso controllo del cliente Aleph che dovrebbe scaricare questi file sulla vostra macchina -e dunque sollevando da scarico e copia- se non gli viene detto di non farlo)

 

  Archivio di controllo UPG10 (authority file) (cfr. UNIMARC Manual-Authorithies Format 2001, 2nd ed.  http://www.ifla.org/VI/8/projects/UNIMARC-AuthoritiesFormat.pdf)

- Navigazione in WEB OPAC: sintesi:
- si può selezionare il catalogo delle intestazioni controllate a partire dall'Opac WEB, opzione di barra di menu: Sottoinsiemi e altri cataloghi, con una interfaccia di ricerca simile a quella del bibliografico e suoi indici specifici
- dentro UPG10 i campi 5xx per i termini collegati NON sono navigabili, "cliccati" fanno solo fare ricerca dentro il db bibliografico UPG01;
- dentro UPG01 archivio bibliografico il record di autorità è utilizzabile a partire dalle liste di scorrimento cliccando su [Info sulla voce] a quel punto i due legami cliccabili per ogni voce al solito portano o sulla lista o sui documenti senza passare per la finestra dei Servizi ALEPH

- TAG UNIMARC 5xx e sottocampo $5 in Aleph

Premessa: non si tratta qui di spiegare compiutamente l'uso del sottocampo 5 all'interno dell'archivio di autorità, ma di un chiarimento sullo stato dell'arte nella nostra installazione Aleph visto che di questo sottocampo ci siamo occupati per le voci comuni di soggetto e che alcuni catalogatori hanno comunque cominciato ad usarlo anche per gli enti collettivi.

Esempi:

250 $a Aree protette  -- sys UPG10 251520
450 $a Aree naturali protette
550 $5 h $a Monumenti naturali (suoi NT: $5h = narrower term)
550 $5 h $a Parchi naturali 
550 $5 h $a Riserve naturali

250 $a Monumenti naturali   -- sys UPG10 - 251557
550 $5 g $a Aree protette (suo BT: $5g = broader term)  
550 $5 z $a Parchi naturali ($5 z = other = RT related term, termine associato)
550 $5 z $a Riserve naturali

250 $a Parchi naturali   -- sys UPG10 197183 
550 $5 g $a Aree protette (suo BT)
550 $5 z $a Monumenti naturali
550 $5 z $a Riserve naturali 
550 $a Termine di prova without subf 5 ossia come sono forse tutti quelli immessi finora

250 $a Riserve naturali   -- sys UPG10 251568
550 $5 g $a Aree protette (suo BT)
550 $5 z $a Monumenti naturali
550 $5 z $a Parchi naturali

  1. L'analisi e la sistemazione del sottocampo di controllo $5 trasversale ai blocchi 4xx e 5xx (cfr. p. 57 di UNIMARC/A 2001) non sono complete: non si sono ad esempio presi in considerazione i TAG 4xx né tutti i tipi di tipizzazione catalografica del rinvio e dei rimandi: si è considerato il problema soprattutto dal punto di vista delle voci comuni a soggetto (550) per i termini correlati.
  2. Ad oggi, in via iniziale e provvisoria, i 5xx sono stati trattati come un unico gruppo generico, ma si può imporre un trattamento diverso per 500 510 515 530 550 etc. cosicché anche i rimandi possano avere tipizzazione più pertinente (è la strada che consigliamo): nessun aggravio ci sarà per chi ha immesso o immette dati visto che cambieranno solo le didascalie e non il codice e il contenuto del sottocampo 
  3. Se non si fa uso del sottocampo 5 (ospitato da 4xx e 5xx) si rendono tutti uguali i rimandi lasciandoli privi di tipizzazione: vedi anche, POI/GIA', NT/BT, RT, pseudonimo/nome reale ... etc.
  4. Inserimento dati: di norma i campi 5xx dell'archivio di autorità ("See also reference tracing block") ospitano voci che a loro volta esistono di diritto dentro altri record quali intestazioni con TAG 2xx (l'esattezza della grafia è a carico di chi scrive, copia/incolla: non vi sono automatismi); pertanto NON vengono indicizzati in Aleph in quanto 5xx
  5. UNIMARC/A non ha codici e didascalie già previste per tutti i casi: ad es. nulla di specifico per RT o per A-B vedi A + B ...;
  6. UNIMARC/A indica di inserire i $5 prima degli altri sottocampi (cfr. p. 53 di UNIMARC/A 2001)
  7. Nel nostro archivio ci sono molti (per approssimazione diciamo pure tutti) "richiami" per nomi e soggetti pre-UNIMARC/A e dunque senza $5 e di questi comunque si vuole ancora garantire visualizzazione (essa non dà ripetizione in 'Vedi anche' di quelli che hanno $5 perché questo è filtrato nella edit_doc_999 di UPG10 su 5 -#; naturalmente se si fosse sicuri che non esistono 5xx senza $5 si sospenderebbe la visualizzazione doppia semplicemente non prevedendo dei 5xx senza $5; n.b. che la tabella può filtrare 5xx con o senza $5 o contro certi valori di $5 ma non sulla sua mera presenza/assenza)
  8. Si può formulare una politica catalografica in base a cui: immettere sempre il $5, o mai, o solo in certi casi, come trattare lo $z, creare altri codici per il $5, non usarne alcuni, distinguere fra appropriati e inappropriati secondo RICA, distinguere fra appropriati al 4xx e al 5xx ... 
  9. Si è configurato in modo che $5z è uguale allo RT related term altrimenti non coperto, (non c'è al momento un "vedi anche" generico per un 5xx $5 fra enti, lo dà il 5xx senza $5; si può ovviamente configurare un $9, ma vedi sopra il consiglio di caratterizzare i collegamenti per TAG) 

  Catalogazione: forma delle intestazioni, rinvii, descrizione, punteggiatura, accessi ...

Abbiamo letto dei chiarimenti sul trattamento delle intestazioni degli enti collettivi e sulla descrizione redatte dall'Ufficio del catalogo (giugno 2007). Il catalogo interessa a tutti. Lo sforzo per migliorarlo non è mai poco. Le risorse tutti dicono che sono quantomeno limitate. Interessa dunque ancor più che ogni sforzo vada in direzioni condivisibili senza diseconomie.
Si fanno dunque seguire qui sotto delle osservazioni, che non sono Linee Guida: le Linee Guida le fa l'Ufficio del catalogo, non dobbiamo né ignorarle né ingoiarle e per questo la critica è diritto, se non dovere, di tutti quanti usano il catalogo. Leggete dunque, se vi va, argomentate e obiettate circa l'analisi.
Su sfondo marrone sono citati i chiarimenti in oggetto.

 

Nelle menzionate raccomandazioni integranti le Linee Guida si leggono più volte stipulazioni del genere:

 

7xx RESPONSABILITA’ INTELLETTUALE ENTE

 

IMPORTANTE

La successione dei sottocampi in Aleph è riportata in ordine alfabetico, ricordarsi pertanto di inserirla nel record controllandone la corretta successione.

 

La sequenza dei campi è la seguente:

 

71_ 02 $a elemento principale

       $c qualificazioni

       $b suddivisione dell’ente

 

Es.:

71_ 02 $a Università degli studi

       $c Perugia

       $b Facoltà di agraria

 

71_ 02 $aUniversità degli studi$cPerugia$bFacoltà di agraria

 

Attenzione a farne uno schema di trattamento degli enti qui esemplificato con un'università. Passare infatti da un'alta frequenza di casi ad un algoritmo esclusivo che fissi una sola sequenza dei sottocampi è quantomeno rischioso: è più opportuno riflettere sulle componenti di un nome, riconoscerle e disporle secondo i casi, piuttosto che incamiciarle in presunte regole apodittiche. Tutte le forme che seguono NON rientrano, non si esauriscono, infatti nella sequenza lì dettata: $a $c $b

 

Francia : Académie <Aix-Marseille>
Francia : Assemblée nationale <1958- > : Commission des affaires étrangères
Francia : Assemblée nationale législative <1791-1792>
Francia : Chambre des députés <1876-1940>
Francia : Consolato <Roma>
Francia : Dipartimento dell'Arno : Corte Imperiale <Firenze>
Francia : Dipartimento dell'Arno : Tribunale di Prima Istanza <Arezzo>
Francia : Marine : Groupe d'hélicoptères de l'aéronautique navale <1>
Italia : Bersaglieri : Reggimento <10>
Italia : Camera dei deputati : Commissione permanente Affari costituzionali <1.>
Italia : Casa circondariale <Arezzo>
Italia : Comando supremo delle forze armate <1940-1943>
Italia : Corte d'appello <Bologna>
Italia : Corte d'assise <Venezia>
Italia : Corte di cassazione <Roma>
Italia : Tribunale <Arezzo>
Santa Sede : Nunziatura apostolica <Firenze>
Sardegna : Unità sanitaria locale <1 Sassari>
Toscana : Azienda sanitaria locale <7-Siena>
Toscana : Distretto scolastico <18.>
Toscana : Unità sanitaria locale <27-Massa Marittima> : Servizio di prevenzione igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro
Toscana <Granducato> : Commissariato Regio <Pistoia>
Toscana <Granducato> : Consiglio Supremo di Giustizia Civile <Firenze> -
Università degli studi <Siena> : Dipartimento di letterature moderne e scienze dei linguaggi <Arezzo>
Università degli studi <Siena> : Polo universitario : <Colle di Val d'Elsa>

etc. etc.

 

Si legge inoltre:

 

(negli esempi successivi il nome dell’ente superiore non è necessario all’identificazione dell’ente subordinato)

 

210 02 $aCentro di studi umbri

410 02 $aUniversità degli studi$cPerugia$bCentro di studi umbri

 

210 02 $aCentro sperimentale per l’educazione sanitaria$cPerugia

410 02 $aUniversità degli studi$cPerugia$bCentro sperimentale per l’educazione sanitaria

 

Sono due situazioni diverse e vanno valutate diversamente: il Centro di studi umbri NON è parte della, non è subordinato alla Università degli studi di Perugia. Manca il vincolo sostanziale e se un altro Centro usurpasse il nome creando un doppione non per questo si potrebbe disambiguare il nome tramite la subordinazione del Centro di studi umbri presso la casa di sant'Ubaldo in Gubbio all'Università degli studi di Perugia. Il rinvio dunque è più che discutibile. Nel secondo caso il vincolo gerarchico c'è (quantomeno c'è stato -a mia conoscenza- per decenni) e la scelta è formale e dunque effettivamente si applica il criterio della distintività del nome.

 

e ancora, a proposito di rinvii:

 

RICA 68.2 In una successione gerarchica si prendono in considerazione i soli elementi necessari a identificare l’ente subordinato.

210 02 $aUniversita degli studi$cPerugia$bIstituti giuridici
410 02 $aUniversita degli studi$cPerugia$bFacolta di economia e commercio$bIstituti giuridici

210 02 $aUniversita degli studi$cPerugia$bDipartimento di filosofia
410 02 $aUniversita degli studi$cPerugia$bFacoltà di scienze della formazione$bDipartimento di filosofia

Non si deve fare rinvio da "... Facoltà ... a ... Dipartimento...": non si inframmette il nome della Facoltà tra Università e Dipartimento perché il vincolo sostanziale di subordinazione gerarchica non esiste nella fattispecie, e quindi non lo si può nemmeno 'eliminare'. La forma è 'diretta' U-D senza nome intermedio U-F-D non a causa della distintività del nome identificato da più o meno elementi in una catena gerarchica, ma perché F lì non può starci: non è infatti che in presenza di due dipartimenti che, poniamo a distanza di vari anni, assumessero lo stesso nome (U-D1; U-D1) si potrebbe introdurre il nome della Facoltà per disambiguarli (U-F1-D1, U-F2-D1).
Tantomeno si subordina -o si fa rinvio come alternativa- un Dipartimento ad un Corso di Laurea (subordinato o meno alla Facoltà): sono esercizi di creatività.


Ancora sul tema:

 

Esempio di rinvio reciproco

 

210 02 $aUniversita degli studi$cPerugia$bDipartimento di scienze economiche ed estimative

410 02 $aUniversita degli studi$cPerugia$bFacoltà di agraria$bDipartimento di scienze economiche ed estimative

510 02 $aUniversita degli studi$cPerugia$bIstituto di economia e politica agraria

 

210 02 $aUniversita degli studi$cPerugia$bIstituto di economia e politica agraria

410 02 $aUniversita degli studi$cPerugia$bFacoltà di agraria$bIstituto di economia e politica agraria

510 02 $aUniversita degli studi$cPerugia$bDipartimento di scienze economiche ed estimative

 

Aggiornamenti: 6 - (4 settembre 2007) 

Nel merito: è un principio che in genere non si fanno rinvii dalle forme sostanzialmente sbagliate assumendole come escluse. Non si fa ad esempio:

Ministero degli Affari esteri. Corte dei conti

vedi:

Italia. Corte dei conti

Rimane l'autorizzazione -prescrizione- a fare sempre rinvio da forme attestate nei documenti (cum grano salis: non è che due nomi di enti su un frontespizio automaticamente sottintendano il malizioso che ne ha voluto fare uno per indurre i catalogatori ai rinvii).

L'ignoranza che i rinvii possono volere tutelare è quella della realtà, e quella di costumi accettati e rifiutati e non dell'immaginazione, che sarebbe strada senza ritorno.

Diversi sono i rinvii fra alternative formali che comunque vanno attestate -vuoi nelle pubblicazioni vuoi nelle pratiche catalografiche, anche successive- per soccorrere l'utente. I dubbi da soccorrere riguardano ad es. le parti interne (enti subordinati, luoghi, parti appunto) che un'intestazione come tale copre e nasconde mentre è credibile che sia elemento comune di ricerca.

I rimandi formali fra l'altro spesso possono avere la forma generica esplicativa: "Comune ... vedi sotto il nome della località, es. Bevagna". Fare distintamente rinvii dalla forma Comune+nome a Nome in Italia condurrebbe ad incamminarsi verso oltre 8000 rinvii (si veda anche nel nostro catalogo).

Dunque non si rinvia da una Facoltà universitaria ad un Dipartimento né in termini esclusivi (vedi = 4xx) né di collegamento (vedi anche, poi/già = 5xx). La Facoltà è struttura verticale e il Dipartimento è struttura di ricerca orizzontale, trasversale. Le Facoltà NON contengono i Dipartimenti, non li generano non si dividono in essi. Sono i singoli docenti che intrattengono un rapporto con il Dipartimento.

I rinvii reciproci fra Dipartimenti ed Istituti non hanno migliore legittimità: anche chi pretende di leggerne i rapporti in termini di poi/già evoluzione (e cioè: sono gli istituti che si dissolvono e dànno luogo ai dipartimenti, il che secondo me non è vero) non può ignorare che la loro vicenda attraversa fasi di coesistenza, di dissoluzione, di fusione, separazione e ridenominazione dei Dipartimenti (siamo già infatti alla loro seconda e terza generazione) per cui non c'è affatto lineare evoluzione di un entità in un'altra: il tentare di tracciare la storia con i rimandi/rinvii -specie a posteriori- significa infilarsi in un ginepraio, dove la norma è non andare lontani e riempirsi di graffi.

Ossia: agendo così si lavorerà moltissimo (molto più che operando correttamente), si produrrà un risultato scarso e di qualità scorretta.

Non va dimenticato che in ogni caso il catalogo non è un repertorio biografico né un indirizzario: esso non ha lo scopo né l'obbligo di fornire informazioni sulla nascita vita evoluzione di enti. Il farlo sistematicamente può essere encomiabile, ma solo quando se ne considerano e se ne sanno affrontare i costi compatibilmente con tutta la politica catalografica, garantendo una buona amministrazione del processo.

A tal riguardo, pensando ad esempio a quante nostre risorse documentarie correnti e pregresse non sono affatto descritte o sono fuori dal catalogo in linea, pensando alla catalogazione semantica maggioritariamente mancante, è normale avere perplessità dinanzi a imponenti sforzi catalografici i cui metodi ed obiettivi senz'altro discutibili sono poco e mal discussi: l'unica certezza è che costeranno molto e sottrarranno dunque energie per altro.

 

 

Si legge in un altro documento dell'Ufficio del catalogo:

 

MAIUSCOLE

Attenzione all’uso delle maiuscole soprattutto nell’immettere nomi, nomi/enti, titoli di serie anche in relazione alla lingua. Cfr. RICA, Appendice III. 

 

a questa "Attenzione" già richiamata nelle prime Linee Guida dell'Ufficio del catalogo, nel 2004 osservammo:

 

MAIUSCOLE/MINUSCOLE viene dato rimando normativo a RICA App. III.

Ora gli enti in lingua inglese (convegni inclusi) immessi per 17 anni in Dobis erano regolati da CATADOBIS 3.2.3.5 e dunque con le iniziali delle parole in maiuscolo (secondo AACR2 e tutte le fonti e le pratiche anglosassoni).

Scelta senz'altro rivedibile, ma che fare con questa indicazione delle Linee guida?

Che fanno i catalogatori, che hanno fatto in questi 4 mesi?

Immettono un nuovo nome con le minuscole, correggono quello esistente, ignorano questa indicazione e riprendono la forma esistente con le maiuscole?

Che fanno quando derivano da fonti esterne angloamericane (o italiane)? E quando devono creare forme nuove?

Si veda il vostro esempio: Royal Society of Chemistry Proceedings

 

una risposta all'osservazione non l'abbiamo ricevuta, ma forse non è di poco conto ripetere la domanda dopo 3 anni, perché la situazione potrebbe anche essere peggiorata e ad operazioni di bonifica pare ci appresti (si può notare en passant che le nuove RICA tratteranno, ci pare, i nomi di enti in inglese come si faceva secondo CATADOBIS).

 

Per quanto attiene alla descrizione bibliografica solo alcuni dettagli che attraggono l'attenzione di chi si è anche occupato per dovere di punteggiatura e di indicizzazione:

 

Per opere senza titolo proprio, controllare la punteggiatura ISBD 1.1.4.2

non si è capito cosa non funziona e cosa ci sia da controllare visto che la punteggiatura è da sempre immessa dal programma (come è poi detto ad es. per i nomi dei convegni)

 

Il titolo parallelo segue il titolo proprio in sottocampo “d” ed è seguito dalla responsabilità linguisticamente collegata. Ricordarsi di compilare il campo 510, e sottocampi $a,$z, per ogni titolo parallelo immesso in 200 $d.

Es:

200 1# $aTitolo$fResponsabilità$d=Titolo parallelo$fResponsabilità parallela

      510 1# $aTitolo parallelo$zlingua del titolo parallelo

 

va osservato almeno che:

  1. il titolo parallelo può anche "seguire" titoli non propri (ISBD(M) 2002 1.3.4.3), e  complementi del titolo (ivi, 1.4.4.6)
  2. Il 510 da un 200$d è creato in automatico quando il catalogatore seleziona: Edita | Aggiusta record "423 Da più 200$a fa 423 e da 200$d fa 510", fix attiva dall'estate del 2005 e illustrata durante il corso di passaggio dalla 14 alla 16 (stiamo anche lavorando ad una miglioria in merito -n.d.r: attuata, cfr. in testa, e che elimina il bisogno dell'Aggiusta record)
  3. UNIMARC/B Upd. 5, anche per il 200 $d indica punteggiatura automaticamente prodotta dal software e non messa a mano, senza opzione
  4. Non risulta affatto perspicuo che scopo abbia l'uso del sottocampo $z. Non risultando noto quale agenzia italiana lo usi e raccomandi, quale ne sia la funzione nel nostro catalogo, risulta invece ovvio che si tratta di una corvée in più e non in meno, e in questi casi le giustificazioni devono essere più sostanziose che in caso inverso. Se si legge il dettato UNIMARC in merito ci si capacita di quali -eufemisticamente remote- situazioni di scambio di record e di penetrazione del software vengano evocate nelle raccomandazioni dell'uso del sottocampo z.
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